Queste foto non sono risolutive e esplicative di quello che è stato l’ultimo anno, sono solo alcune foto fatte in questo lungo periodo, mancano tutte quelle con il cellulare, molte di più, che raccontano la quotidianità del lockdown di marzo e aprile 2020.
Abbiamo reinventato le nostre vite, le nostre abitudini, il nostro modo di socializzare, non ricordo quasi più come era incontrare le persone i colleghi e vedere i sorrisi o lo scazzo sui volti, ora vediamo il mondo filtrato da una mascherina. Lo so, non la indossiamo sugli occhi, ma è comunque un filtro.
Cosa mi manca, ora? La normalità, la pausa caffè in ufficio con i colleghi (un anno di smartworking è duro), gli incontri con i parenti senza la paura di infettare le persone aa cui voglio bene, una pizza spensierata con gli amici, un viaggio per andare a vedere un parco a tema, quelli naturalistici che tanto piacciono a Gabriele, andare a trovare i nonni padovini, una gita fuoriporta, il viaggio in Abruzzo e la transiberiana d’Italia che avevamo programmato con gli amici fotografi per aprile 2020 e non abbiamo mai fatto, il Trentino con la neve e la Grecia d’estate da visitare con i cugini, la normalità.
Caro SARS-COV 2, è arrivato il momento di tornare da dove sei venuto e restituirci le nostre vite
