Genius Loci

“Il carattere è determinato da come le cose sono, ed offre alla nostra indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. Solo in questo modo possiamo afferrare completamente il Genius Loci, lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero come quell'”opposto” con cui l’uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare. “
Christian Norberg-Schulz


Mi sono confrontata per la prima volta con il concetto di Genius Loci studiando il libro di Norberg-Schulz per l’esame di Composizione Architettonica, sono rimasta affascinata dal concetto. in architettura, “Con la locuzione di genius loci si intende individuare l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, una città. Un termine quindi trasversale, che riguarda le caratteristiche proprie di un ambiente interlacciate con l’uomo e le abitudini con cui vive questo ambiente. Suole indicare il “carattere” di un luogo, legato a doppio filo alle peculiari caratteristiche che in esso si affermano, includendovi opere (siano esse materiali o immateriali) così come enti e individui cui i fruitori associano un particolare legame storico-culturale che rende unico e immediatamente riconoscibile tal luogo agli occhi del mondo.” (Wikipedia)
Arrivati a questo punto devo spiegare perché in luogo dove si parla di fotografia sto vaneggiando sul “Genius Loci”. Quando viaggio cerco, ma non sempre ci riesco, di rifarmi a questo concetto, non voglio portare a casa un reportage di viaggio, ma vorrei cercare di tirar fuori dai miei scatti il Genius Loci del luogo in cui mi trovo. Ma come si fa? Come si realizzano questi scatti?
Ci sono tanti consigli sulla fotografia di viaggio, attrezzatura tecnica, scelta del tema del reportage ecc., ma poi effettivamente come tirare fuori il Genius Loci di un luogo?
Più che dispensare consigli, in questo caso sto chiedendo a noi, a voi una riflessione.
Sono da poco tornata da Genova, è una città “estrema” da fotografare; vi è una zona monumentale, fatta da palazzi signorili di incredibile bellezza, è una città legata al mare, con un incredibile waterfront progettato da un grande architetto come Renzo Piano, poi c’è la Genova del centro storico, patrimonio dell’UNESCO, con il suo tracciato medioevale, i palazzi alti e i vicoli così stretti che non passa mai la luce del sole, la Genova descritta da cantautori e poeti, con la sua umanità varia e i volti e le storia della gente che ci abita e lavora. Questa è la zona di Genova che ha colpito la mia sensibilità, qui ho trovato quello che per me è il Genius Loci della città.
È una città difficile da spiegare in immagini, come rappresentare situazioni così? In questi casi si può parlare di fotografia di viaggio, oppure è più giusto dire che per descrivere l’anima di un luogo, bisogna viverlo per più di qualche giorno, studiarlo e cercare di farlo tuo?
Da città come Genova, o Napoli, torno sempre con pochi scatti, perché penso sia meglio non fare una foto che farne una senza una storia, senza sentimento.
Mi piacerebbe aprire un dialogo tra noi, con sensazioni, consigli, suggerimenti, e perché no, foto che descrivano il Genius Loci secondo le nostre sensibilità.

Vi segnalo un reportage sul quartiere sanità. Ma è un Reportage, appunto e non foto di viaggio con l’anima che cerco.
http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/05/17/news/vita-e-morte-al-rione-sanita-1.321964?ref=RHRR-BE